Velocità del sito e Core Web Vitals: perché un ristorante ci perde coperti
Core Web Vitals spiegati senza gergo, cosa rallenta davvero un sito di ristorazione e gli interventi che portano il caricamento sotto i due secondi.
La velocità di un sito è un argomento che sembra tecnico e lontano dalla gestione di un ristorante. In realtà è uno dei pochi fattori che influenza contemporaneamente il posizionamento su Google e il numero di persone che arrivano al pulsante di prenotazione. Vale la pena capirlo, anche senza essere tecnici.
Perché la velocità pesa più qui che altrove
Il visitatore del sito di un ristorante è il meno paziente che esista: ha fame, è in mobilità, e ha altre dieci opzioni a portata di pollice. Le rilevazioni di settore concordano su un ordine di grandezza: ogni secondo in più di attesa fa perdere una quota significativa di visitatori, e sopra i tre secondi la perdita diventa drammatica.
C’è poi un fattore che si dimentica sempre: i siti di ristorazione vengono consultati nei momenti e nei luoghi peggiori per la connettività. Sabato sera in centro, con la cella satura. In macchina, con il segnale che balla. In un locale affollato, con il wi-fi intasato. Un sito che sul portatile in ufficio va benissimo può essere inutilizzabile esattamente quando serve.
I tre Core Web Vitals, spiegati semplice
Google misura tre parametri e li usa come fattore di posizionamento. Tradotti in italiano comprensibile:
- LCP — quanto ci mette a comparire la cosa più grossa. Di solito è la foto in cima o il titolo. Obiettivo: sotto 2,5 secondi. È la metrica su cui i siti di ristoranti vanno peggio, per via delle foto giganti in home.
- INP — quanto è pronta la pagina quando tocchi qualcosa. Se premi “Menu” e non succede nulla per mezzo secondo, l’INP è cattivo. Obiettivo: sotto 200 millisecondi. Peggiora con troppi script, chat, popup e pixel di tracciamento.
- CLS — quanto la pagina salta mentre carica. Stai per toccare “Prenota”, si carica un banner, il pulsante si sposta e clicchi altro. Obiettivo: sotto 0,1. Si risolve dichiarando le dimensioni di immagini e banner.
Come misurare in cinque minuti
Due strumenti gratuiti bastano. PageSpeed Insights di Google: incolli l’indirizzo del sito e ottieni i punteggi mobile e desktop, con i dati reali degli utenti se il traffico è sufficiente. Guarda solo la sezione mobile: è quella che conta.
Poi la prova sul campo, che vale più di qualsiasi punteggio: apri il tuo sito dal telefono, con la rete dati, fuori dal locale, e conta i secondi fino a quando riesci a leggere il menu. È il test che consigliamo a ogni cliente al primo incontro, e produce spesso più consapevolezza di un report di venti pagine.
I cinque colpevoli più frequenti
- Le immagini non ottimizzate. È la causa numero uno, in modo schiacciante. Foto da 4 MB caricate direttamente dal telefono, moltiplicate per una galleria da quindici scatti.
- Il video di sfondo in home. Bello nelle presentazioni, costoso in secondi. Se proprio lo vuoi, va caricato solo su desktop e mai come elemento bloccante.
- Troppi plugin. Nei siti costruiti su CMS è normale trovarne venticinque, ognuno con i suoi fogli di stile e script caricati su ogni pagina, comprese quelle dove non servono.
- Font esterni. Tre famiglie di caratteri con sei pesi ciascuna scaricate da un server esterno: mezzo secondo prima ancora di iniziare a disegnare il testo.
- Widget di terze parti. Chat, mappa interattiva caricata subito, feed social, pixel pubblicitari, cookie banner pesanti. Ognuno aggiunge richieste e rallenta l’interazione.
Interventi in ordine di impatto
Se dovessi intervenire su un sito lento con un budget limitato, l’ordine giusto è questo:
- Comprimi e converti tutte le immagini in WebP, servendo dimensioni diverse per telefono e desktop. Nella maggior parte dei casi questo intervento da solo dimezza il tempo di caricamento.
- Togli il video in home o sostituiscilo con un fermo immagine ottimizzato.
- Rimanda tutto ciò che non è visibile subito: galleria, mappa, feed social, chat. La mappa in particolare va caricata solo quando l’utente la tocca.
- Usa font di sistema o al massimo un font unico, ospitato sul tuo dominio. Per un ristorante l’identità sta nelle foto e nel colore, non in un carattere esotico.
- Elimina i plugin non indispensabili e i tracciamenti duplicati. Molti siti hanno due o tre sistemi di analisi che misurano la stessa cosa.
- Metti il sito su una rete CDN. Con una piattaforma di hosting statico moderna i file vengono serviti dal nodo più vicino all’utente, e il costo è spesso nullo.
Che numeri puntare
| Parametro | Obiettivo | Situazione tipica prima dell’intervento |
|---|---|---|
| Peso della home | < 1,5 MB | 4 – 12 MB |
| LCP da mobile | < 2,5 s | 4 – 8 s |
| INP | < 200 ms | 300 – 600 ms |
| CLS | < 0,1 | 0,2 – 0,5 |
| Numero di richieste | < 40 | 90 – 200 |
Sono obiettivi assolutamente raggiungibili: un sito di ristorante è un sito semplice, con poche pagine e poche funzioni. Se è lento non è perché fa cose complicate, è perché è stato costruito senza attenzione. E la buona notizia è che quasi tutti gli interventi elencati sopra si fanno una volta sola e continuano a produrre effetto per anni.