Prenotazioni

Prenotazioni dirette o portali? Quanto ti costano davvero le commissioni

Il conto vero delle commissioni per coperto, e come spostare gradualmente i clienti abituali sul canale diretto senza litigare con nessuno.

I portali di prenotazione hanno risolto un problema reale: hanno portato online un settore che rispondeva solo al telefono. Ma il modello di costo, per un ristorante con clientela fidelizzata, diventa progressivamente sfavorevole. Facciamo i conti veri, senza demonizzare nessuno.

Il conto che fa male

Prendiamo un ristorante da 60 coperti, aperto sei sere a settimana, con un riempimento medio del 70% e uno scontrino medio di 35 €. Sono circa 1.000 coperti al mese, per un incasso di 35.000 €.

Ipotizziamo che il 30% delle prenotazioni arrivi da un portale con commissione di 2 € a coperto. Sono 300 coperti, cioè 600 € al mese, 7.200 € l’anno. Con commissioni percentuali su menu prepagati il conto sale rapidamente.

Ora la domanda che cambia tutto: quanti di quei 300 coperti sono clienti che sarebbero venuti comunque? Nella nostra esperienza, dopo il primo anno di attività su un portale, la quota di clienti abituali che continua a prenotare da lì per pura abitudine è alta. Quella parte di commissione non compra acquisizione: compra un’abitudine che potresti avere gratis.

Il costo invisibile: i dati dei clienti

C’è una voce che non compare in nessuna fattura. Quando un cliente prenota tramite un portale, il rapporto con lui è mediato: non hai la sua email, non puoi avvisarlo di una serata a tema, non puoi mandargli un messaggio a novembre per ricordargli le cene di Natale.

Un ristorante che raccoglie 800 contatti in due anni ha in mano un asset che vale molto più del costo di qualsiasi sito: può riempire una serata infrasettimanale con un solo messaggio, a costo praticamente zero. Chi ha lasciato tutte le prenotazioni ai portali, dopo due anni, ha zero contatti e continua a pagare per ognuno.

Perché non conviene abbandonare i portali

Detto questo, chiudere il canale dei portali di colpo è quasi sempre un errore. I portali fanno tre cose bene:

  • Acquisizione: intercettano utenti in fase di scoperta che non ti conoscono e non ti cercherebbero mai per nome.
  • Copertura degli orari morti: molte piattaforme spingono le fasce meno richieste, riempiendo tavoli che resterebbero vuoti.
  • Prova sociale: la presenza sui portali con buone valutazioni rassicura chi non ti conosce.

L’obiettivo giusto non è azzerare il canale intermediato: è spostare progressivamente i clienti di ritorno sul canale diretto, tenendo i portali per quello che sanno fare, cioè trovarti clienti nuovi.

La strategia dei due canali

Funziona così, ed è semplice da mettere in pratica:

  1. Rendi la prenotazione diretta più comoda di quella intermediata. Pulsante visibile in ogni pagina del sito, tre campi da compilare, nessuna registrazione obbligatoria, conferma immediata.
  2. Fai in modo che chi cerca il tuo nome trovi te. Se digitando il nome del tuo ristorante il primo risultato è un portale, stai pagando commissione su clienti che ti stavano cercando: serve un sito ben posizionato sul nome del locale.
  3. Chiedi il contatto al momento giusto. Alla prenotazione diretta, con consenso esplicito e una motivazione onesta: “ti avvisiamo solo per i menu speciali, quattro volte l’anno”.
  4. Dai un motivo per tornare sul tuo sito. Un caffè offerto, la priorità sui tavoli migliori, l’accesso anticipato alle serate a tema. Non serve scontare: serve un piccolo privilegio.
  5. Metti un QR sul portaconto che porta alla pagina di prenotazione del tuo sito, non a quella del portale.

È un processo lento e cumulativo: la quota di prenotazioni dirette cresce di qualche punto ogni mese e dopo un anno la differenza sul conto economico è ben visibile.

Il problema dei no-show

L’obiezione più frequente contro la prenotazione diretta è che i portali riducono i tavoli non presentati. È vero solo in parte: quello che riduce i no-show è il promemoria automatico, non il portale in sé. Un sistema diretto ben configurato manda un’email di conferma alla prenotazione e un messaggio il giorno prima con un pulsante “confermo” e uno “devo disdire”.

Nei locali che attivano il promemoria, la percentuale di tavoli fantasma cala in modo evidente, semplicemente perché a molte persone basta un promemoria per ricordarsi di disdire. Per le serate speciali e i gruppi numerosi, la caparra online risolve il problema alla radice: chi ha lasciato 10 € a persona si presenta.

Cosa serve tecnicamente

Meno di quanto si pensi. Un sistema di prenotazione diretto per un ristorante di dimensioni normali richiede:

  • Un calendario con turni e durata tavolo configurabili.
  • Un limite di coperti per fascia oraria, per proteggere la cucina.
  • Conferma automatica via email e promemoria il giorno prima.
  • Notifica a te via email o WhatsApp, per approvare con un tap.
  • Gestione di chiusure, ferie e giorni speciali.
  • Esportazione dei contatti, senza vincoli.

Tutto questo si integra nel sito e non ha costo per prenotazione. Se già usi un gestionale di sala, spesso basta collegarlo: l’obiettivo non è cambiare i tuoi strumenti, è ridurre la quota di coperti su cui paghi una commissione a vita.

Un test rapido: cerca su Google il nome del tuo ristorante da un telefono in incognito. Se prima del tuo sito compaiono due portali, hai già trovato il primo intervento da fare.

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